2.1. Friuli Venezia Giulia – Picolit “Vento dell’Est” (La Bellanotte)

In Friuli, negli anni 70, grazie all’operosità di un gruppo di produttori (tra i quali Mario Schiopetto, il quale negli anni ’60 ha viaggiato tra Francia e Germania alla ricerca di nuovi spunti per integrare il lavoro in vigna) viviamo quello che è definito un vero e proprio “rinascimento“. Tra le novità introdotte, ricordiamo l’uso di presse orizzontali e l’utilizzo di contenitori in acciaio con il controllo delle temperature di fermentazione, tutti elementi che contribuiscono a definire l’identità bianchista dell’universo vitivinicolo friulano. E nel decennio successivo si definisce la supremazia territoriale del Collio e dei Colli Orientali, grazie a numerose sperimentazioni che introducono un corposo invecchiamento in legno (ci si allontana quindi dai canoni del bianco elegante e gentile) e che permettono la produzione di vini bianchi strutturati e adatti all’invecchiamento (come già avveniva in Francia).

Il vitigno a bacca bianca più diffuso in Friuli è il Pinot Grigio, seguito dallo Chardonnay, dal Sauvignon Blanc e dal Pinot Bianco.

© La Bellanotte

Ma per il nostro “viaggio” in un calice oggi ho scelto di parlarvi di un vino passito, prodotto con 100% uve Picolit. Il “Vento dell’Est” della società Agricola La Bellanotte si presenta con un bel colore oro antico e subito ci colpisce con un bouquet intenso e suggestivo: albicocca, scorza d’arancia candita, dattero, mandorla tostata, fichi secchi, uva passa, speziatura di cardamomo, pepe bianco, toni fumé e di pietra focaia. Insomma, una festa di sensazioni niente male, vero? In bocca non può che essere dolce, ma presenta anche un’interessante acidità. Nel finale ci riporta di nuovo a sentire l’albicocca, ma notiamo anche la mandorla. Un prodotto eccezionale, che vi consiglio di gustare senza fretta, magari accompagnandolo con dei dolci o della crema chantilly.

Il grappolo del Picolit è piccolo e la sua caratteristica principale è di soffrire l’aborto floreale (la mancata fecondazione del fiore che non permette la crescita del frutto, offrendo pertanto un grappolo molto spargolo). Attualmente si coltiva nel territorio collinare che va dal Torre allo Judrio, tra le province di Udine e Gorizia, dove riesce a esprimersi al meglio.
Ha una dolcezza che non risulta mai stucchevole, supportata da un adeguata acidità (proprio come evidenziato dal nostro “Vento dell’Est“).

Nel prossimo articolo scoprirete con cosa ho deciso di abbinarlo. Che ne dite, ci facciamo un calicetto insieme? Buona giornata.

Ana Lupu

2 pensieri su “2.1. Friuli Venezia Giulia – Picolit “Vento dell’Est” (La Bellanotte)

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