4.1. Trentino Alto Adige – Teroldego Rotaliano (Martinelli)

Il 1874 é una data fondamentale per gli appassionati e studiosi di vitivinicola: è l’anno di fondazione dell’Istituto di San Michele all’Adige, una delle prime scuole agrarie dotate di una stazione sperimentale di enologia, oggi tra i più qualificati atenei in Europa.
Nel 1902 Giulio Ferrari propose il suo primo spumante con rifermentazione in bottiglia (allora territorio austriaco) e il successo fu immediato. Lo spumante metodo classico divenne in breve tempo il simbolo dell’enologia trentina.
Nel 1905 Cesare Battisti definiva il Trentino “il più bel giardino vitato d’Europa“. Il Trentino è dominato dai vitigni a bacca bianca e i protagonisti assoluti di quest’area sono lo Chardonnay e il Pinot Grigio, insieme al Müller Thurgau e il Nosiola, affiancati da tradizionali vitigni a bacca nera come il Teroldego, il Marzemino, l’Enantio, lo Schiava e il Lagrein. Una grande ricchezza di varietà.

Il Teroldego (che cattura oggi la mia attenzione) è un vitigno a maturazione medio-tardiva e dà un vino di struttura, dal colore rosso rubino, con sentori di more e mirtilli. Irresistibile nel gusto, forte, possente, quasi carnoso.
Il nome probabilmente è legato al fatto di essere un’uva coltivata nelle terre di confine con il Tirolo. Tiroldegho, Tiraldega, Tiroldela o Tiroldigo sono sinonimi che contengono il termine germanico “gold” (oro) e la radice di Tirol.

Il calice che oggi degustiamo insieme è un interessante Teroldego Rotaliano della Cantina Martinelli (Selezione Maso Chini 2015).
Uva selezionata, raccolta a mano, fermentazione in tonneau e in tini di rovere, con un affinamento di 24 mesi in legno (barrique tonneau) e altri 6 mesi in bottiglia. Nel nostro calice di Teroldego troviamo tutta la raffinata forza di questa regione, che sa unire sensazioni che potrebbero sembrare opposte, ma che ben si sposano in questo vino (molta struttura e altrettanta eleganza). Un vino eccezionale da gustare magari davanti a un meraviglioso paesaggio montano, immersi nel silenzio che solo la magia di certi posti ci sa regalare.

Che ne dite del Teroldego? Non è un vino che si beve tutti i giorni, ma se avete un’esperienza da raccontare lasciate pure un commento qui sotto! E mercoledì scopriremo insieme con cosa possiamo abbinarlo… a presto!

Ana Lupu

2 pensieri su “4.1. Trentino Alto Adige – Teroldego Rotaliano (Martinelli)

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