Cantine Fontezoppa: Lacrima Nera e “Annibal”

[ITA] Ho scoperto i vini delle Cantine Fontezoppa in modo fortuito, grazie a un vino (Pepato nero) che non credevo potesse sorprendermi e invece lo ha fatto. E così, come tutte le scoperte piacevoli, non ho potuto fare altro che approfondire l’argomento. E quando si parla di vini il modo migliore per “approfondire” è senza dubbio stappare una bottiglia e andare a scoprire cosa ha da raccontare. E così oggi spendo due righe per parlarvi delle Cantine Fontezoppa e del loro spumante brut rosé “Annibal“.

Le Cantine

Siamo nelle Marche, in un’area compresa tra il mare Adriatico e i Monti Azzurri. È in questi luoghi ricchi di storia e di tradizione – tra Civitanova Alta e Serrapetrona – che troviamo i 52 ha delle Cantine Fontezoppa. E la tradizione ha il suo grande valore perché se è vero che tra i loro vini troviamo numerosi vitigni di fama consolidata come il Sangiovese, il Merlot, il Pinot Nero, Passerina e Pecorino è altrettanto incredibile scoprire come ci sia molto rilievo per vitigni autoctoni o meno diffusi come la Vernaccia Nera, l’incrocio Bruni o il Lacrima Nera che viene utilizzato per realizzare, tra le altre cose, proprio lo spumante che ho degustato oggi. Tradizione e innovazione.

Lacrima Nera

A metà degli anni ’80 il vitigno Lacrima Nera ha rischiato di estinguersi (coltivato in meno di 10 ha), ma per fortuna la volontà di recuperare un vitigno storico (apprezzato in tempi lontanissimi anche da Federico Barbarossa) oggi lo rendono uno dei vitigni autoctoni delle marche più apprezzato (con un DOC tutto suo: Lacrima di Morro d’Alba), addirittura il terzo per produzione di vini rossi nella regione. Sulle origini del nome ci sono diverse teorie. La prima fa riferimento all’acino, ché quando è troppo maturo si spacca e “piange” goccioline che, appunto, sembrano lacrime. Una seconda teoria fa risalire il nome alla forma allungata dell’acino e un’altra ancora lo collega al vitigno spagnolo Lacrima. A me piace pensare che la prima sia quella corretta, forse perché l’immagine dell’acino che si spacca e piange lacrime di vino è molto poetica. Oggi il Lacrima Nera (ma si può dire anche LA Lacrima Nera) è coltivato in oltre 250 ha.

Annibal – Spumante Brut Rosé (2019)

Sono giorni caldi e avevo bisogno di bere un vino fresco e leggero. Lo spumante Annibal è realizzato al 100% con Lacrima Nera, uve vinificate in bianco e rifermentate con metodo Martinotti. Nel versarlo ho potuto apprezzare il suo rosa tenue (la scheda del produttore parla anche di riflessi ramati), arricchito da una spuma cremosa. Al naso si presenta subito con tutta la sua freschezza e con la delicatezza che ti aspetti: frutti rossi, in particolar modo lamponi e fragole di bosco. La sensazione è confermata al palato dove troviamo anche note speziate che si accompagnano a un retrogusto leggermente amarognolo (piacevole), in contrapposizione alla dolcezza che ci ha appena rinfrescato il palato. L’ho bevuto accompagnando un piatto leggero e molto estivo, una caprese rivisitata (giuncata pugliese al posto della mozzarella), e il risultato è stato ottimo. Una ventata di dolce freschezza in questi caldissimi giorni estivi. Posso senz’altro dire che questa volta Annibale è arrivato con successo fino a Roma!

[ENG] I discovered the wines of Cantine Fontezoppa by chance, thanks to a wine (Pepato nero) that I didn’t think could surprise me and instead it did. And so, like all pleasant discoveries, I could not help but deepen the subject. And when it comes to wines, the best way to “deepen” is undoubtedly uncorking a bottle and going to find out what it has to tell. And so today I spend a few lines to tell you about Cantine Fontezoppa and their brut rosé sparkling wine “Annibal”.

The Cellars

We are in the Marche region, in an area between the Adriatic Sea and the Monti Azzurri. It is in these places rich in history and tradition that – between Civitanova Alta and Serrapetrona – we find the 52 ha of the Fontezoppa Cellars. And tradition has its great value because if it is true that among their wines we find numerous well-known vines such as Sangiovese, Merlot, Pinot Nero, Passerina and Pecorino, it is equally incredible to discover how there is a lot of importance for native vines or less common such as Vernaccia Nera, the Bruni cross or the Black Lacrima which is used to make, among other things, the sparkling wine I tasted today. Tradition and innovation.

Lacrima Nera

In the mid-1980s the Lacrima Nera vine was in danger of extinction (grown in less than 10 ha), but fortunately the desire to recover a historic vine (also appreciated in ancient times by Federico Barbarossa) today makes it one of the indigenous varieties of the most appreciated brands (with a DOC of its own: Lacrima di Morro d’Alba), even the third for production of red wines in the region. There are several theories on the origins of the name. The first refers to the grape, because when it is too ripe it breaks and “cries” droplets that, in fact, look like tears. A second theory traces the name back to the elongated shape of the grape and yet another connects it to the Spanish grape variety Lacrima. I like to think that the first is the correct one, perhaps because the image of the grape that breaks and cries tears of wine is very poetic. Today the Lacrima Nera (but we can also say LA Lacrima Nera) is cultivated in over 250 ha.

Annibal – Brut Rosé Sparkling Wine (2019)

These are hot days and I needed a cool, light wine. Annibal sparkling wine is made 100% with Lacrima Nera, grapes vinified in white and refermented with the Martinotti method. In pouring it, I was able to appreciate its pale pink (the manufacturer’s sheet also speaks of coppery reflections), enriched by a creamy mousse. The nose immediately presents itself with all its freshness and with the delicacy you expect: red fruits, especially raspberries and wild strawberries. The sensation is confirmed on the palate where we also find spicy notes that are accompanied by a slightly bitter (pleasant) aftertaste, as opposed to the sweetness that has just refreshed the palate. I drank it accompanying a light and very summery dish, a revisited caprese (giuncata from Puglia instead of mozzarella), and the result was excellent. A breath of sweet freshness in these very hot summer days. I can certainly say that this time Hannibal successfully arrived in Rome!

Anamaria Lupu

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