Vino senza alcol: sarà un successo?

Inizia a prendere piede anche in Italia il vino alcol free, già un successo in Germania e in Francia

Ogni tanto capita di sentir parlare di birra analcolica. E più di qualche volta abbiamo fatto un po’ di umorismo, immaginando anche il vino senza alcol. Ma da un po’ di tempo la tendenza sembra cambiare e proprio in questi giorni si parla con maggiore insistenza di vino alcol free.

Argomento che sta già spaccando il mondo in due, soprattutto qui in Italia dove il vino è parte della cultura e già in passato la tradizione ha alzato barriere davanti a innovazioni molto meno drastiche (basti pensare alla diatriba botte sì/botte no in merito alla lavorazione del barolo).

Quindi, da una parte abbiamo le esigenze dei consumatori e dall’altra quelle di chi il vino lo produce. Un mondo spaccato in due, anzi in quattro, perché sembra proprio che l’accordo totale non sia nemmeno lontanamente immaginabile.

I consumatori tradizionalisti amano il vino per quello che è, con la sua decisa carica alcolica. Ma ci sono anche consumatori che l’alcol proprio non lo reggono, per non parlare di chi l’alcol, per credo, non può berlo. Stessa spaccatura trai produttori. Gli integralisti che non osano immaginare un prodotto diverso dal tradizionale (e qui anche la legislazione è dalla loro parte, perché un vino senza alcol non si può chiamare vino, non ancora, almeno) e gli innovatori, coloro che non guardano solo al prodotto, ma al guadagno e sono pronti già a conquistare il mercato arabo e a invadere gli autogrill sulle autostrade.

Qualcuno ha già fatto i primi passi

Mentre consumatori e produttori prendono posizione, c’è già più di qualcuno che è passato ai fatti. Dopotutto il brevetto per realizzare vino analcolico è molto vecchio (1908) e negli ultimi 30/40 anni ha visto una crescita costante di interesse. Si parla di almeno 100 milioni di bottiglie di vino alcol free prodotte (2019) con Belgio, Germania e Francia davanti a tutti. In Italia la cantina altoatesina Hofstätter ha già lanciato sul mercato il primo spumante dealcolato e anche il viticoltore veneto Bottega ha in cantina due prodotti analcolici.

Come si elimina l’alcol dal vino?

Uno dei procedimenti per rendere il vino analcolico è la dealcolizzazione: un processo attraverso il quale è possibile estrarre l’alcool dalle bevande alcoliche, vino compreso. Si può praticarla per parziale evaporazione, distillazione o per osmosi, a condizioni di pressione e temperature molto delicate. Ma c’è anche chi decide di non intervenire in un secondo tempo, limitandosi a realizzare quello che potremmo definire semplicemente un succo d’uva, senza fermentazione.

Il futuro del vino?

Insomma, come al solito ci sarà molto da discutere e in futuro le discussioni saranno certamente accese. Per ora io continuerò a gustarmi degli ottimi vini tradizionali. Dopo il vino blu, il vino analcolico. Quale altra novità ci riserva il futuro? Vino senza uva?

Anamaria Lupu

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